Questa pagina è informativa e non sostituisce il parere di un medico. Se hai sintomi o dubbi sulla tua salute, parlane con il tuo medico di base.
Perché la muffa può fare male
Le muffe si riproducono rilasciando nell’aria spore e piccoli frammenti, che respiriamo. Negli ambienti umidi, inoltre, proliferano anche acari e batteri. Le principali organizzazioni sanitarie, a partire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, considerano l’umidità e la muffa negli ambienti interni un fattore di rischio per la salute respiratoria.
Vivere a lungo in una casa umida è associato in particolare a:
- sintomi respiratori come tosse, respiro sibilante, naso chiuso e irritazione della gola;
- peggioramento dell’asma nelle persone che ne soffrono, e un rischio maggiore di svilupparla;
- reazioni allergiche, come rinite, occhi arrossati e prurito;
- infezioni respiratorie più frequenti.
Gli effetti dipendono dall’estensione della muffa, da quanto tempo si passa in quell’ambiente e dalla sensibilità di ciascuno. Una piccola macchia sul silicone della doccia non è paragonabile a una parete intera coperta di muffa in una camera da letto.
Sintomi associati alla muffa in casa
Non esistono sintomi esclusivi della muffa: sono gli stessi di raffreddori e allergie, e per questo la muffa viene spesso trascurata. Tra quelli più citati da chi vive in case umide ci sono naso chiuso o che cola, starnuti, tosse, mal di gola e irritazione, occhi arrossati, respiro sibilante, peggioramento dell’asma. Alcune persone riferiscono anche mal di testa e stanchezza, disturbi meno specifici. Un indizio utile: i sintomi migliorano quando si passa del tempo fuori casa e peggiorano rientrando.
La muffa è cancerogena?
Alcune muffe possono produrre micotossine; quelle legate al cancro, come le aflatossine, riguardano soprattutto alimenti contaminati, non la muffa dei muri. Per la muffa in casa gli effetti documentati riguardano soprattutto vie respiratorie e allergie. Approfondisci in muffa nera in casa.
La muffa va via da sola?
No: se l’umidità resta, la muffa continua a crescere o ritorna con il freddo. Va rimossa e va eliminata la sua causa.
Chi è più esposto
Falsi miti
“La muffa nera è sempre tossica”
Il colore non basta a riconoscere una specie: molte muffe diverse appaiono nere, verdi o grigie. Si sente parlare spesso di Stachybotrys, ma identificarla richiede un’analisi di laboratorio. Ai fini pratici conta poco: qualsiasi muffa estesa va rimossa e la sua causa eliminata.
“Se la copro con la pittura antimuffa, è risolto”
Le pitture antimuffa possono rallentarne la ricomparsa, ma non tolgono l’umidità. Se la causa resta, la muffa torna e nel frattempo il muro continua a degradarsi.
“Basta un deumidificatore”
Aiuta molto contro la condensa, ma non può nulla contro risalita capillare e infiltrazioni, dove l’acqua arriva dal terreno o dall’esterno.
Quando intervenire senza aspettare
Non rimandare se la muffa copre un’area ampia (indicativamente oltre un metro quadrato), torna dopo la pulizia, è in una camera da letto, in casa vivono bambini piccoli o persone fragili, oppure qualcuno ha sintomi respiratori che peggiorano in casa.
In questi casi conviene:
- sentire il medico se ci sono sintomi;
- limitare il tempo trascorso nella stanza più colpita e arieggiarla spesso;
- far verificare la causa dell’umidità con un sopralluogo, prima di pulire o ridipingere;
- per superfici estese, affidare la rimozione a personale specializzato.
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